Innamorata Solo Della Musica

Prima di tutto la carriera… sempre più luminosa. L'artista pop più pagata al mondo racconta se stessa mentre esce Glitter. Film su una ragazza diventata star negli Anni 80 di cui ha scritto la colonna sonora.

Mariah Carey - Superclassifica Magazine (Italy) - August 8, 2001 - Scans
Magazine Scans
Superclassifica (IT) August 8, 2001. Text by Antonella Fiori.

“Let's champagne…” La suite è di superlusso nel centro di Milano. Lei sorseggia champagne semisdraiata su un divano vestita solo con pantaloncini d'argento e T-shirt.

“Ero casta, abbottonata fino al colletto, mentre invece ora sono libera di esprimermi come voglio. All'inizio questo mio modo di pormi è stato molto positivo perché ha messo l'attenzione soprattutto sulle canzoni, sulle mie qualità vocali. Adesso posso cambiare, trasformarmi, è un divertimento per me presentarmi così.” Una Barbie con la pelle ambrata e la coda di cavallo da sirena, la super diva Mariah, mani grandi, gambe lunghe, più imponente di quanto la puoi immaginare. La sua nuova bandiera è questo look da ragazzina di trent'anni, esaltato nel video firmato dal fotografo David La Chapelle, vero omaggio al genere donne e motori per il singolo “Loverboy” tratto dal nuovo album Glitter.

Primo Cd pubblicato con la Virgin, il disco è anche la colonna del film Glitter, annunciato da anni come autobiografia della sua vita di ex corista diventata cantante da 140 milioni di album, Cenerentola che dopo aver lasciato la sua scarpetta al party — una cassetta con i suoi provini — è andata sposa al re Tommy Mottola, capo della Sony. Ora che ha rotto con l'ex marito e la casa discografica che l'ha consacrata, Mariah è restata la stakanovista che lavora sedici ore al giorno. La differenza è che balla da sola. Quando parla senti il fiatone di una corsa a cambiare tutto, per conquistare “autonomia, libertà” — le parole che ripete più di frequente — nella vita sentimentale e nel lavoro. Ecco quindi i pantaloncini luccicanti, le soluzioni rappate di certe canzoni, le spruzzate di disco-music che ti distraggono un po' dal miele caldo di quella voce dall'estensione mostruosa che l'ha fatta duettare con Pavarotti e Céline Dion…

Quando ha messo la cassetta con i suoi provini nella tasca di Mottola pensava di arrivare fin qua?
All'epoca stavo già quasi firmando un contratto con la Warner, il nastro era già stato fatto arrivare a Mottola.

Lei lo conosceva?
Io non sapevo neanche chi fosse. Era semplicemente un uomo più anziano che mi fissava.

Come si sente a guardare a quel passato?
Credo che tutto accada per una ragione, io sono molto contenta di questo momento della mia vita, di essere la persona creativa che sono.

Atmosfere, musiche del nuovo disco richiamano molto gli anni Ottanta: c'è addirittura una cover di “Last Night A Dj Saved My Life.” Anche il film che uscirà tra poco è ambientato negli Anni Ottanta. Che cosa rappresenta per lei quel periodo?
Il mito. Ero bambina allora, stavo crescendo in una città come New York. Ho pensato che valesse la pena raccontare ad altri quell'epoca.

Si dice che questo film sia assolutamente autobiografico…
Assolutamente no! Certamente qualche somiglianza c'è. Billie è una cantante che diventa famosa. Io sono una cantante e sono diventata famosa, temi abbastanza consueti del musical. Nel film però la protagonista viene portata via dalla mamma che è una tossicodipendente. Viene messa in un istituto e la madre non torna mai a prenderla. Da quel momento in poi tutto ciò che lei fa, i suoi rapporti sentimentali, la sua carriera sono finalizzati a capire perché sua mamma non è mai tornata e se mai tornerà. lo ci tengo a dire che ho un ottimo rapporto con mia madre.

Come ha fatto a gestire un del genere a vent'anni?
La mia non era una famiglia proletaria, mia madre ha avuto un ottima istruzione, ha studiato a una scuola di musica, era una cantante dell'Opera di New York, anche se dopo il divorzio abbiamo avuto delle grosse difficoltà finanziarie. Il mio segreto è lei. Mi ha sempre insegnato a credere in me stessa. Mi diceva non chiederti mai “e,” chiediti sempre “quando.” Devo ringraziare lei se mi trovo qui, adesso. Quando eravamo in difficoltà mi diceva di sperare, di tenere duro, di andare avanti. Penso che se una persona crede davvero fortemente in qualche cosa, questa cosa si può avverare.

Lei ha detto dopo il divorzio di sentirsi libera…
Libera dall'oppressione.

Il passaggio dalla Sony alla Virgin, un'altra liberazione?
Era giunto il momento di cambiare, una situazione stava finendo. Resto molto grata per tutto quello che è stato fatto.

È vero che c'è in programma un duetto con Lenny Kravitz?
Ho lavorato con un sacco di artisti però sinceramente non so chi sarà il prossimo.

Anche in questo disco ci sono molte collaborazioni, soprattutto di artisti rap. È una scoperta recente?
Io sono cresciuta a New York con la musica rap nelle orecchie. Per il resto ho dentro di me una combinazione di culture diverse. Mio padre era una persona di colore del Venezuela, e abitava a Harlem, mia madre era un'irlandese del midwest, molto severa.

Mamma, amici, fidanzato, in che scala li colloca?
Non ho un fidanzato in questo momento. Mi capita di avere delle relazioni e poi quando ne parlo la mia relazione viene rovinata. Ma in questo momento non ho davvero nulla da dire. Sono innamorata della mia carriera. Non ho tempo da investire in una relazione, non sarebbe giusto farlo. Mia madre viene per prima, amici e famiglia sono sullo stesso piano. In questa scala di valori metterei anche me stessa.

“Reflections,” forse la ballata più toccante, è legata al tema della perdita della madre. Come le è venuta questa ispirazione?
La novità del disco sta nel fatto che io ho scritto queste canzoni pensando a un certo episodio del film. C'è una scena in cui Billie si domanda perché sua madre non è tornata e questo corrisponde a un pezzo preciso. Ho dovuto pensare anche alle immagini oltre che alla musica e ai testi. Non avrei potuto scriverla in modo autobiografico ma solo entrando nel personaggio.

Interpretare una canzone scritta da altri, cantarne una di cui ha composto testo e musica: che cosa è più difficile?
Quando canto dei pezzi che ho scritto io mi sento molto impegnata mentalmente perché è come se li dovessi arrangiare man mano che vado avanti. Se canto un pezzo inciso da altri ho dei ricordi precisi di quel pezzo quindi so che cosa voglio andare a ripescare e quindi è più facile, in fondo…

Cantanti come Anastacia, Nelly Furtado, dicono di doverle molto. Lei con chi si sente in debito?
Con tutto quello che ascoltavo per radio a New York negli Anni Ottanta. Stevie Wonder, Michael Jackson, Whitney Houston, Diana Ross, Barbra Streisand, Chaka Kan.

Come è stato lavorare nel film indipendente Wise Girls con Mira Sorvino?
Mira è grande, ha vinto l'Oscar!.

È contenta del suo personaggio?
Il mio personaggio è molto duro, molto sfacciato: ci pensa, è una cameriera che spaccia droga!.

Signorina Carey, è vero che non si ferma mai, non fa mai vacanza?
Di solito ho sempre unito la vacanza con il lavoro. Ma sinceramente adesso credo che sia giunto il momento di pensarci davvero.

Ma c'è qualche cosa che proprio non le piace di quello che fa?
A parte il fatto che non dormo molto, che non vado mai in vacanza, è fantastico.